La tutela del territorio e la salvaguardia della biodiversità

[GRI - 203-1], [GRI - 301-1], [GRI - 303-1], [GRI - 303-3], [GRI - 304-1], [GRI - 304-2], [GRI - 304-3], [GRI - 304-4], [GRI - 413-2],

I temi legati alla conservazione e alla valorizzazione della biodiversità assumono rilievo crescente nell’agenda ambientale delle principali istituzioni internazionali. Sono declinati negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU (Agenda 2030) e, di riflesso, all’attenzione del Green Deal europeo, con una focalizzazione sulle principali cause della perdita di biodiversità, tra cui il consumo di suolo, la frammentazione degli habitat, lo sfruttamento delle risorse naturali e l'inquinamento. L’Unione Europea, che nel 2020 ha pubblicato la Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030 (COM (2020) 380 final), è orientata a definire obiettivi, vincolanti, per ripristinare gli ecosistemi danneggiati, migliorare la salute degli habitat e delle specie protette, ridurre l'inquinamento e inverdire i contesti urbani; inoltre, il Regolamento 2020/852 (c.d. “Tassonomia europea”) include la “protezione della biodiversità e della salute degli eco-sistemi” tra i 6 obiettivi ambientali su cui è articolato (si veda anche Comunicare la sostenibilità: nota metodologica).

EMERGENZA BIODIVERSITÀ: POLITICHE E STRUMENTI PER LA TUTELA

I temi della crescente perdita di biodiversità e della progressiva riduzione delle aree naturali sono stati affrontati a Montréal dal 7 al 19 dicembre 2022, dove si è svolta la quindicesima Conferenza delle Parti sulla Diversità Biologica (COP15). Durante la COP15 è stato adottato il Quadro Globale per la Biodiversità Kunming-Montreal (Global Biodiversity Framework - GBF), accordo che comprende 4 macro-obiettivi e 23 traguardi da raggiungere entro il 2030 per arrestare ed invertire la perdita di biodiversità, mentre nessuno dei 20 obiettivi precedentemente definiti dal Piano strategico globale per la biodiversità 2011-2020, noti anche come “Aichi Biodiversity Targets”, è stato raggiunto pienamente. L’implementazione del GBF prevede per il 2030: la protezione del 30% delle terre e delle acque del Pianeta (principalmente attraverso sistemi regolamentati di aree protette), il ripristino del 30% degli ecosistemi degradati, il riconoscimento e il rispetto dei diritti delle comunità locali ed indigene, la riduzione di almeno il 50% del rischio derivante dai pesticidi. È stato anche sancito l’impegno dei Paesi sviluppati nello stanziare 20 miliardi di dollari all’anno dal 2025, e 30 miliardi dal 2030, in aiuti ai Paesi in via di sviluppo ed ai piccoli Stati insulari. Ne deriva la richiesta a tutti i 196 Paesi firmatari, di aggiornare o predisporre, ove non già definiti, le Strategie e Piani Nazionali per la Biodiversità.
Gli obiettivi definiti alla COP15 sono in linea con quanto proposto in Europa nel giugno 2022. Nel contesto del Green Deal e della Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030, la Commissione europea ha proposto il cosiddetto Pacchetto Natura, contenente la Nature Restoration Law. È la prima legislazione europea che mira esplicitamente al ripristino della natura con obiettivi vincolanti per gli Stati membri. Il ripristino degli ecosistemi, degli habitat e delle specie consentirà di incrementare la biodiversità e la resilienza della natura, di contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di mitigazione ed adattamento climatico e di rispettare gli impegni internazionali. La proposta di legge prevede il ripristino di almeno il 20% delle aree terrestri e marittime dell’UE. In particolare, anche al fine di contrastare congiuntamente il cambiamento climatico, è previsto l’intervento prioritario sugli ecosistemi con il maggiore potenziale di stoccaggio del carbonio e di prevenzione e riduzione dell'impatto degli eventi estremi.
In coerenza con gli orientamenti europei, nel 2022 l’Italia, che vanta il più elevato tasso di biodiversità in Europa ma con uno stato di conservazione di specie ed habitat tutelati prevalentemente critico, ha introdotto tra i principi fondamentali dell’articolo 9 della Carta costituzionale, la “tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi”150. Sono state inoltre approvate la Strategia forestale nazionale a tutela della biodiversità e, successivamente, la Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030 (SNB). La prima si pone quale strumento strategico per delineare le politiche e la pianificazione forestale. La seconda, confermando la vision al 2050 della precedente SNB 2020, ha individuato due obiettivi strategici per ambienti terrestri e marini: la costruzione di una rete coerente di aree protette e il rispristino degli ecosistemi. Essa è articolata in 8 obiettivi specifici, tra i quali: assicurare entro il 2030 una riduzione del 50% del numero di specie delle liste rosse nazionali minacciate da specie esotiche invasive, proteggere almeno il 30% della superficie terrestre e il 30% della superficie marina attraverso un sistema integrato di aree protette, Rete Natura 2000 ed altre aree legalmente protette.

Le Società del Gruppo Acea svolgono attività che, potenzialmente, possono avere impatti sulla biodiversità, come il ciclo integrato dei rifiuti, la conduzione degli impianti di produzione di energia elettrica, la gestione delle fonti di approvvigionamento e dei depuratori e la distribuzione di energia elettrica. Per questo motivo, Acea pone particolare cura alla salvaguardia degli ecosistemi in cui opera, contemplata nelle procedure dei Sistemi di gestione ambientali che perseguono il miglioramento continuo in ottica di riduzione degli impatti ambientali, nell’ambito delle valutazioni di progettazione e realizzazione degli impianti, nonché nella gestione delle aree di operatività. Le Società gestiscono i loro processi nel rispetto delle autorizzazioni ambientali a cui ogni impianto è soggetto; le prescrizioni ambientali contenute negli atti autorizzativi rilasciati dall’Ente amministrativo competente sono stabilite in base a valutazioni di carattere tecnico-ambientale con riferimento al territorio in cui ricade l’impianto stesso, per la salvaguardia della flora e della fauna presenti e la tutela dell’ambiente naturale e, qualora applicabili nel rispetto delle BAT o BEMPs151 di settore.

In particolare, le attività afferenti al Servizio idrico integrato sono tese al mantenimento di condizioni ambientali ottimali e i siti che insistono sulle fonti di prelievo idrico, in prossimità di sorgenti, sono gestiti avendo cura della conservazione degli ecosistemi esistenti e della preservazione della portata idrica restituita.
Allo stesso modo, nelle attività di depurazione, l’obiettivo primario è assicurare che gli scarichi, opportunamente trattati, siano conformi ai limiti prescritti dalla normativa di settore e pertanto compatibili con gli habitat naturali dei corpi idrici recettori. Nel perseguimento anche di questo impegno si inquadrano i target di miglioramento dell’efficienza depurativa di alcune Società idriche (si veda il paragrafo Strategia e Sostenibilità, Il Piano di Sostenibilità 2020-2024 e gli obiettivi operativi).
Per le centrali idroelettriche, Acea Produzione gestisce i prelievi ed i rilasci di acqua in ottemperanza alle Concessioni rilasciate dalle Autorità competenti ed alla normativa vigente. Per tutti gli invasi sono definiti i Progetti di Gestione con i relativi studi di incidenza per quelli che interessano aree protette, al fine di assicurare il mantenimento della capacità d’invaso e la salvaguardia della qualità dell'acqua invasata e del corpo idrico recettore, nonché per garantire il funzionamento degli organi di scarico e presa dello sbarramento (D. Lgs. n. 152/2006, DM 30/06/2004). Per gli impianti di termovalorizzazione, Acea Ambiente gestisce le emissioni in atmosfera in ottemperanza alle autorizzazioni all’esercizio rilasciate dall’Autorità Competente e nel rispetto del Piano della Qualità dell’Aria dell’area in cui insiste l’attività produttiva (per i dettagli si rimanda al capitolo Emissioni).
La Società provvede alla salvaguardia degli habitat di tutte le specie presenti al fine di mitigare l’effetto dello sbarramento artificiale delle dighe, che interferisce sulla naturale migrazione della fauna ittica e sul graduale interramento del fondale, con conseguente variazione della flora autoctona delle sponde. Inoltre, la tutela dei suddetti bacini assicura le condizioni di vita dell’avifauna “stanziale” e “di passo”, che utilizza tali siti per la riproduzione e l’alimentazione anche durante le fasi migratorie.
Gli altri impianti del comparto energetico, attivi per la produzione di energia elettrica da fonti fossili e da termovalorizzazione, sono incompatibili con le aree protette e pertanto non possono esservi ubicati.

Acea ha individuato i propri siti/impianti localizzati in aree ad elevata biodiversità, ovvero le Aree Naturali Protette (EUAP) di derivazione nazionale e i Siti della Rete Natura 2000 (SIC/ZSC e ZPS)152 istituiti a livello comunitario, tramite la mappatura delle infrastrutture delle principali Società operative (Acea Ato 2, Acea Ato 5, Gori, Gesesa, AdF, Acea Ambiente, Acea Produzione e Areti)153. Dall’analisi condotta, nel 2020154, su oltre 23.000 siti/impianti, inclusi i tralicci ed escluse le reti elettriche interrate e le condotte, risulta che quasi 2.290 siti, pari a circa il 10%, presentano una potenziale interferenza con le aree ad elevata biodiversità. Gli impianti dell’area Ambiente, attivi nel trattamento dei rifiuti, non ricadono nelle suddette aree.
Considerando, invece, soltanto i siti/impianti che possono avere impatti rilevanti sulla biodiversità, il numero scende a 1.145 e la percentuale sul totale si abbassa al 5%.
Gli impatti di rilievo sono stati stimati prendendo in considerazione le fasi di progettazione, realizzative e gestionali degli impianti, ed hanno portato ad escludere siti/impianti con impatti di minore entità, quali ad esempio le Case dell’acqua di Acea Ato 2, le cabine secondarie di Areti e gli impianti fotovoltaici assimilabili a quelli residenziali di Acea Produzione.
Le analisi condotte sulla rete aerea di distribuzione elettrica (1.472 km analizzati) hanno evidenziato un’interferenza con le aree protette per circa il 27%, pari a 404 km di rete.
Il numero complessivo di aree naturali intersecate dai siti/impianti/reti ad impatto significativo sono complessivamente 130 (55 EUAP, 61 SIC/ZSC, 14ZPS)155 per una superficie totale di 223,4 ettari.

Grafico n. 48 – Siti/impianti/reti Acea analizzati, con potenziali impatti sulla biodiversità, e aree protette intersecate

Grafico 49

NB: laddove SIC-ZSC e ZPS coincidono sono considerate una sola volta nei SIC-ZSC.

Nelle aree interessate trovano habitat specie animali e vegetali, tra le quali alcune elencate nella "Lista Rossa" dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Red List IUCN) in status di minaccia (nelle categorie “vulnerabile”, “in pericolo” e “in pericolo critico”)156, ovvero a rischio di estinzione nel breve o medio termine; queste specie rappresentano, pertanto, priorità di conservazione.
Le specie elencate nella Red List IUCN, potenzialmente impattate, sono complessivamente 45; si tratta in particolare di 3 specie vegetali (1 in pericolo critico e 2 in pericolo) e 42 specie animali, di cui 7 in pericolo critico, 9 in pericolo e 26 considerate vulnerabili (si veda, per i dettagli il grafico n. 49).

Grafico n. 49 – Numero delle specie elencate nella Red List IUCN che trovano habitat nelle aree protette intersecate

Grafico 50

A seguito di un ulteriore approfondimento, realizzato nel 2021, con l’obiettivo di identificare le zone “prioritarie” ad elevata biodiversità su cui insistono i siti/impianti/reti elettriche delle principali Società del Gruppo, ossia gli habitat più fragili e/o maggiormente impattati dalle esternalità, Acea ha elaborato un Indice di Fragilità Ambientale relativa (IFA)157, un parametro atto a valutare, per ciascuna area protetta intersecata, i diversi habitat inclusi e la porzione di suolo occupata, la fragilità dell’habitat e la tipologia di siti/impianti presenti158. Ciò ha consentito di identificare 12 zone ad elevata biodiversità, da considerarsi prioritarie, a causa della loro maggiore “vulnerabilità”; su 8 di queste - Parco regionale dei Monti Lattari, Dorsale dei Monti Lattari, Piana di S. Vittorino - Sorgenti del Peschiera, Riserva naturale Valle dell'Aniene, Fiume Farfa (corso medio - alto), Parco regionale Bacino Fiume Sarno, Monte Mai e Monte Monna, Riserva naturale Litorale romano - hanno impatti potenziali siti/impianti, su 4 possono interferire le reti di distribuzione dell’energia elettrica (Parco Regionale urbano Pineto, Castel Porziano - fascia costiera, Castel Porziano Tenuta presidenziale, Riserva naturale dell'Insugherata).

Siti

La conoscenza delle potenziali interferenze crea le condizioni per operare al meglio e le Società hanno pianificato e/o messo in campo diverse iniziative a tutela della biodiversità, alcune nelle zone “prioritarie” ad elevata biodiversità, sintetizzate nel box dedicato.

I PRINCIPALI PROGETTI IN ZONE “PRIORITARIE” AD ELEVATA BIODIVERSITÀ

ZONE "PRIORITARIE" AD ELEVATA BIODIVERSITÀ INIZIATIVE INTRAPRESE

Piana di S. Vittorino - Sorgenti del Peschiera

 

Fiume Farfa (corso medio - alto)

Le due aree sono interessate dal sistema acquedottistico Peschiera-Le Capore gestito da Acea Ato 2 su cui si sta realizzando il raddoppio del tronco superiore dell’acquedotto. Il progetto è stato definito per soddisfare i requisiti previsti dal protocollo Envision, il primo sistema di rating per realizzare infrastrutture sostenibili, che valuta la sostenibilità economica, ambientale e sociale dell’infrastruttura e che include criteri specifici di valutazione legati alla biodiversità come la preservazione dei siti ad alto livello ecologico. Sull’area del fiume Farfa, inoltre, la Società ha incaricato l’Università Federico II di Napoli per la redazione di uno studio tecnico-scientifico sulle caratteristiche di naturalità del fiume Farfa che include il sito di captazione della risorgiva località Le Capore. Lo studio ha evidenziato come il rilascio di acqua a valle della Sorgente Le Capore determini effetti positivi sull’ecosistema, favorendo la ricostituzione dell’ambiente naturale fluviale con la ricchezza e diversità di specie animali e vegetali.
Lo stesso Fiume Farfa è oggetto di una convenzione tra Acea Ato 2 e l’ente della Riserva Naturale Regionale Nazzano, Tevere-Farfa, il cui scopo è quello di monitorare l'evoluzione dell'ecosistema fluviale nell'ambito del sito protetto.
Parco regionale Bacino Fiume Sarno Gori è impegnata nella realizzazione di rilevanti opere di disinquinamento del bacino idrografico del fiume Sarno attraverso il completamento della rete fognaria ed il conseguente collettamento a depurazione. Il progetto, svolto in sinergia con i diversi attori del territorio, coinvolge anche l’associazione ambientalista Marevivo Onlus e avrà significativi impatti sul recupero dell’ecosistema fluviale e, in conseguenza, sull’intero Golfo di Napoli.
Riserva naturale Valle dell'Aniene

Riserva naturale Litorale romano

 

Acea Ato 2, per verificare eventuali criticità negli habitat limitrofi ai maggiori impianti di depurazione di Roma, effettua appositi monitoraggi nelle aree di pertinenza e circostanti. Gli studi già condotti hanno riguardato i depuratori di Roma Nord, Roma Sud, CoBIS Ostia, ubicato nell’area Riserva Naturale Litorale romano, e, nel 2022, è stato valutato il depuratore di Roma Est che insiste nella Riserva Naturale Valle dell'Aniene. I risultati finora ottenuti hanno evidenziato che gli impianti analizzati svolgono un ruolo positivo per l’ecosistema costituendo un hotspot di biodiversità sinantropica, cioè un luogo dove le specie che convivono o stanno imparando a convivere con l’uomo, tendono a formare una comunità ecologica ricca e stabile. Le specifiche condizioni ambientali e il basso impatto antropico, infatti, favoriscono la presenza di una comunità faunistica estremamente caratteristica. Per il 2023 è previsto un monitoraggio analogo per il depuratore di Fregene ubicato anch’esso nella Riserva Naturale del Litorale romano.

Areti nell’area Riserva Naturale Litorale romano sta portando avanti un programma di dismissione e demolizione di linee elettriche aeree e tralicci e ha installato nidi per la salvaguardia dell’avifauna su alcune cabine secondarie.

Areti nell'area Riserva naturale Litorale romano sta portando avanti un programma di dismissione e demolizione di linee elettriche aeree e tralicci.

 

Le iniziative intraprese dalle Società si sviluppano anche su altre aree, sempre di notevole interesse naturalistico, sebbene non “prioritarie”.
Areti, per limitare i potenziali impatti sull’avifauna delle infrastrutture aeree di distribuzione dell’energia elettrica (di alta e media tensione), intraprende iniziative di mitigazione del rischio in collaborazione con le Autorità competenti, mettendo in campo le migliori soluzioni tecnologiche a problemi che hanno probabilità di verificarsi in aree sensibili o di particolare valore naturalistico. In particolare, nel rispetto del Protocollo d’Intesa per il riassetto delle reti elettriche, procedono gli interventi di dismissione e demolizione di linee elettriche aeree all’interno di importanti aree sottoposte a tutela, quali: il Parco di Veio, la Riserva Naturale della Marcigliana e, a sud di Roma, la Riserva Naturale Decima Malafede (oltre che nella zona prioritaria della Riserva Naturale del Litorale romano). Per i dettagli degli interventi effettuati nel 2022 si veda il paragrafo La distribuzione di energia nel capitolo Area Energia. La Società di distribuzione elettrica e l’Ente gestore del Parco Naturale di Veio hanno sottoscritto un atto di impegno con il quale la Società assicura il sostegno finanziario e operativo per attuare un piano, volto al monitoraggio dell’avifauna che prevede l’installazione sulle funi di guardia delle linee aeree di dissuasori, costituiti da spirali plastiche, che rendono più evidenti le funi mitigando notevolmente il rischio di possibili collisioni con l’avifauna. Inoltre, Areti nel 2022 ha supportato il progetto di Ornis Italica a tutela dei Barbagianni (si veda anche il box dedicato) La nidificazione dei Barbagianni sui siti di Areti), mentre Acea Ato 2 ha proseguito, come fa da anni, il monitoraggio della presenza del Falco Pellegrino (ricompreso in Red List, categoria “minor preoccupazione”) nel sito SIC-ZSC di Villa Borghese e Villa Pamphili, in uno spazio dell’area delle sorgenti dell’Acqua Vergine. Come di consueto, la comunità di studiosi, ornitologi ed appassionati ha potuto seguire la vita dei rapaci che abitano le sorgenti dell’Acqua Vergine, grazie ad una webcam gestita da Ornis italica, associazione di ricercatori promotrice del progetto Birdcam.it, che rende disponibili online (www.birdcam.it) le immagini del nido presente sull’infrastruttura di Acea. Anche nel 2022 è stato raggiunto un ottimo risultato facilitando la nidificazione del falco, grazie al verificarsi della nascita e della crescita di altri Falchi Pellegrini.
Acea Ato 2 ha effettuato un monitoraggio volto a valutare il regime idrologico del corso d’acqua del Fiume Mignone, finalizzato ad una gestione sostenibile dei prelievi e della risorsa idrica e a preservare gli equilibri degli ecosistemi naturali. Tale attività viene svolta in collaborazione con l’ente della Riserva Naturale di Canale Monterano nella quale è ubicato l’impianto.
AdF nel corso del 2022 ha aderito a due contratti di fiume, relativi al bacino del fiume Pecora ed a quello del torrente Pesa con l’obiettivo di sviluppare proposte, concertate tra i diversi stakeholder, sui temi di valorizzazione territoriale ed ambientale, che permetteranno di ridurre gli impatti sugli ecosistemi afferenti ai due bacini idrici.
Acea Ambiente, quale strumento di osservazione della qualità dell’ecosistema delle aree su cui insistono gli impianti, ha portato avanti il progetto UrBees, in collaborazione con esperti apicoltori e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, finalizzato al monitoraggio ambientale tramite l’osservazione del comportamento delle api come insetti bioindicatori presso il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio (FR). Il biomonitoraggio è uno strumento di controllo ambientale, che permette di rilevare gli effetti dell’inquinamento osservando organismi viventi e i loro parametri biologici attraverso lo studio di variazioni ecologiche dovute all´effetto di una o più sostanze inquinanti presenti nella biosfera. Le api mellifere, in particolare, sono tra le migliori “sentinelle dell’ambiente”, favoriscono la biodiversità vegetale e rendono possibile la determinazione di dati qualitativi e quantitativi relativi alla salubrità o meno di uno specifico ecosistema nonché la mappatura della biodiversità nell’area. Le osservazioni effettuate hanno evidenziato la complessiva buona salute delle api e l’assenza di casi di malattie impreviste o spopolamento. Nel 2022, grazie agli innumerevoli voli delle api, sono stati prodotti 90 kg di miele, distinti in tre tipologie “Miele 40 fiori”, “Miele 35 fiori” e “Miele 36 fiori”, composti da altrettante specie botaniche. Dalle analisi sui campioni di miele prodotto sono state rilevate un totale di 83 specie differenti di piante da cui si è potuto calcolare un elevato indice di biodiversità floreale.

LA NIDIFICAZIONE DEI BARBAGIANNI SUI SITI DI ARETI

Nel 2022 Areti ha avviato una collaborazione con l’ente naturalistico Ornis Italica, un'associazione scientifica senza scopo di lucro di biologi e scienziati naturali che si pone l’obiettivo di contribuire all'aumento delle conoscenze scientifiche sull'ecologia comportamentale degli uccelli e di altri animali selvatici. In particolare, la Società si è attivata per la protezione di una particolare specie di uccello, il Barbagianni (ricompreso in Red List, categoria “minor preoccupazione”), che trova habitat nelle zone di attività ed ha individuato potenziali siti su cui installare nidi per favorirne la riproduzione.
La collaborazione ha portato all’installazione di 30 nidi su cabine secondarie, alcune delle quali sono presenti in aree ad elevata biodiversità come nella Riserva naturale Litorale romano e Riserva Naturale della Marcigliana.

Nel corso del primo monitoraggio sui nidi è emerso che 4 sui 30 nidi installati sono stati abitati da Barbagianni ma anche da Civette e Gheppi (anche quest’ultimi in Red List, categoria “minor preoccupazione”). Il risultato, secondo l’associazione Ornis Italica è più che soddisfacente, considerando il breve intervallo di tempo intercorso fra le installazioni dei nidi e la nidificazione. 

Barbagianni

GESTIONE DELLA RISORSA IDRICA, SORGENTI E AREE PROTETTE

Il Gruppo, tramite le società Acea Ato 2, Acea Ato 5, Gori, AdF e Gesesa, utilizza per l’approvvigionamento idrico prevalentemente sorgenti site in zone incontaminate.
Il sistema di approvvigionamento del territorio gestito da Acea Ato 2 è composto da sette sistemi acquedottistici che trasportano l’acqua, derivata da 14 fonti di approvvigionamento principali, verso le reti di distribuzione, e da numerose fonti locali minori (in prevalenza pozzi), per una portata che supera i 21.000 litri/secondo. Il sistema acquedottistico e di distribuzione di acqua potabile si sviluppa per oltre 15.700 km159. Ad integrazione di questo patrimonio naturale di inestimabile valore, il lago di Bracciano e il fiume Tevere, grazie ai lavori di adeguamento condotti sul potabilizzatore di Grottarossa, costituiscono, esclusivamente in caso di emergenza idrica, una riserva da utilizzare previo trattamento.

VALUTAZIONI DELLA DISPONIBILITÀ IDRICA SOTTERRANEA

In accordo con quanto stabilito dai criteri della Water Framework Directive (WFD, 2000/60/CE), lo studio della disponibilità, in termini quantitativi, delle potenziali risorse idriche sotterranee e dei possibili impatti relativi al prelievo di risorsa idrica dalle sorgenti può essere effettuato tramite il monitoraggio di alcune variabili attraverso l’implementazione di adeguati modelli interpretativi.
Le principali componenti da monitorare sono individuabili dalle precipitazioni (liquide e nevose), dall’evapotraspirazione, dal ruscellamento superficiale e l’infiltrazione nel sottosuolo in corrispondenza dell’area oggetto di bilancio. Per le aree di ricarica rappresentative degli acquiferi in gestione ad Acea Ato 2, è stata implementata una metodologia di calcolo in continuo (dal 1990 ad oggi) per la quantificazione delle componenti del bilancio idrologico a scala giornaliera. Tale metodologia, riproposta da Acea Ato 2 secondo quanto definito dalle linee guida nazionali (Criteri tecnici per l’analisi dello stato quantitativo e il monitoraggio dei corpi idrici sotterranei, ISPRA 157/2017), si ritiene possa già rappresentare un valido strumento per il monitoraggio dello stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei.
Acea Ato 5 ha portato avanti uno studio sulla disponibilità idrica su alcune fonti significative. È stata effettuata un’analisi di pioggia caduta e di portata prelevata, per gli anni 2017-2022. In particolare, nel 2022 si è registrata una netta riduzione delle precipitazioni per quasi tutto l’anno e, come noto, il regime pluviometrico è tra i principali responsabili della ricarica delle sorgenti; grazie al metodo utilizzato nello studio è stato possibile prevedere le minori portate disponibili. Con cadenza periodica viene predisposto un report che, partendo dall’osservazione dei fenomeni occorsi e confrontando gli scenari di disponibilità degli anni precedenti, formula ipotesi di disponibilità idrica per il periodo estivo; il documento è presentato dalla Società in occasione degli incontri periodici convocati dall’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi delle Risorse Idriche della Regione Lazio. AdF provvede al monitoraggio continuo dei volumi idrici prelevati, sia mediante misuratori acquisiti in continuo dal telecontrollo che mediante misure acquisite in campo dal personale operativo ed inviate mediante tablet al gestionale aziendale. Le misure provenienti da entrambi i canali confluiscono in un unico sistema, con il quale si provvede sia al monitoraggio dei distretti idrici per indirizzare le attività di ricerca perdite che al controllo del bilancio idrico ed al monitoraggio dei relativi indicatori di qualità tecnica (M1a ed M1b). Sulla base di tali monitoraggi viene anche aggiornato trimestralmente un documento, condiviso con l’Autorità Idrica Toscana, relativo allo stato di possibile emergenza idrica, in cui sono riportate le potenziali criticità per “siccità” (carenza di risorsa) e gli interventi gestionali o infrastrutturali previsti per affrontare tali circostanze. Cruscotti di monitoraggio creati per la valutazione real time delle caratteristiche quali-quantitative delle fonti di approvvigionamento si sono mostrati particolarmente utili per il controllo della situazione della crisi idrica dichiarata nell’estate 2022, sia per la pianificazione di uso della risorsa, che a fini rendicontazione e comunicazione.

Nei Comuni ricadenti nell’ATO 5 Lazio Meridionale-Frosinone, Acea Ato 5 gestisce 80 fonti di approvvigionamento, di cui 75 attive, distinte tra 41 pozzi/campi pozzi e 34 sorgenti. Oltre alle fonti, la Società acquista e cede acqua attraverso punti di interscambio con altri gestori e con un Comune ricadente nel territorio limitrofo. Dalle fonti di approvvigionamento l’acqua viene poi condotta nei Comuni attraverso la rete di adduzione cui segue, partendo da serbatoi e partitori, un’articolata rete di distribuzione che raggiunge tutte le utenze servite, per un totale di 6.181 km.
Gesesa, che opera nel distretto 1 “Calore Irpino” della Regione Campania, gestisce per l’approvvigionamento della risorsa idrica potabile circa 2.093 km di rete, sorgenti, a prevalente carattere stagionale, e capta la maggior parte della risorsa con l’ausilio di pozzi in falda. Si distinguono tre grandi sistemi di captazione: la piana di Benevento, costituito dal pozzo di Pezzapiana, un pozzo situato alle falde del monte Taburno ed un pozzo situato nei pressi della sorgente del Grassano.
AdF, che opera nella Conferenza Territoriale Ottimale n. 6 “Ombrone” (ex ATO 6), gestisce il sistema idropotabile tramite una rete che si estende per circa 8.360 km; l’acqua è prelevata per quasi il 50% dalle sorgenti del Fiora che si trovano alle pendici del Monte Amiata, mentre nell’area senese gli impianti di maggior rilievo sono il Campo Pozzi del Luco e l’acquedotto del Vivo che attinge acqua dalle tre sorgenti dell’Amiata Ermicciolo, Ente e Burlana, collocate nella zona di Vivo d’Orcia.
Il sistema idrico gestito da Gori nel distretto territoriale Sarnese Vesuviano è distinto in tre sottosistemi principali: Vesuviano, Monti Lattari e Ausino. Il Sistema Vesuviano è il più esteso dei tre e nasce dall’integrazione funzionale dell’Acquedotto del Sarno e dell’Acquedotto Vesuviano, a loro volta interconnessi con gli schemi esterni dell’Acquedotto Campano, dell’Acquedotto della Campania Occidentale e dell’Acquedotto del Serino. Ad esso è deputata l’alimentazione di gran parte dei comuni dell’ATO 3. Il Sistema Monti Lattari serve il territorio della penisola Sorrentina, dell’isola di Capri e della piana Stabiese. Il Sistema Ausino, infine, costituisce lo schema di adduzione per i comuni dell’ATO che occupano le propaggini più orientali del territorio. L’acqua prelevata da fonti endogene rappresenta circa un terzo del totale mentre la restante quota proviene da sistemi extra ATO.
Tutte le Società assicurano l’esercizio e la corretta manutenzione delle opere di captazione, degli impianti idrici primari e secondari, delle adduttrici, delle reti di distribuzione e dei misuratori di utenza; vengono altresì effettuati interventi di manutenzione straordinaria (rifacimento, ammodernamento e/o potenziamento degli impianti e delle reti).
Nel 2022 Acea Ato 2 ha proseguito lo sviluppo dell’insieme degli interventi di “Messa in sicurezza ed ammodernamento del Sistema Acquedottistico del Peschiera” (Allegato 4 art. 44 D. L. 77/21 trasformato con modificazioni in L. 108/21). Tali interventi, dal 2021, vengono eseguiti sotto l’egida del Commissario Straordinario. In particolare, sono stati completati i Progetti di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE) redatti secondo le Linee Guida ex art. 48 D. L. 77/21 ed avviati gli iter autorizzativi e le procedure di gara, in dicembre 2022, per quattro sotto-progetti di opere idrauliche, finanziate, in parte da PNRR (si veda La qualità nell’area idrica, in capitolo Clienti e collettività).
L’ubicazione e la superficie in metri quadri delle aree sottoposte a tutela assoluta160 sono rappresentate in tabella n. 50. Si tenga presente che le fonti illustrate sono tutte prelevate in “aree a stress idrico”, come definite a livello internazionale161 dal World Resouces Institute. La risorsa prelevata è costituita da acque dolci162, tranne che per l’1,3% del prelevato da AdF, pari a circa 0,8 milioni di metri cubi, costituito da acque marine. I quantitativi prelevati dalle Società dalle sorgenti elencate sono indicati nel Bilancio ambientale.
Per tutelare le aree su cui insistono le sorgenti, Acea Ato 2 utilizza anche il monitoraggio satellitare. L’azione di sorveglianza si concentra nei luoghi in cui viene rilevata – in base al confronto tra due immagini riprese dallo spazio a distanza di alcuni mesi – una variazione morfologica ingiustificata o comunque sospetta, quali nuove costruzioni non censite, movimenti terra, piccole discariche. La Società provvede ad effettuare verifiche sul posto per accertare l’esistenza di minacce alla risorsa idrica, assicurando un presidio puntuale. In particolare, nel 2022, grazie all’identificazione satellitare dei cambiamenti (change detection) ed ai sopralluoghi aggiuntivi eseguiti su tutte le fasce di rispetto della rete di adduzione e captazione, sono stati riscontrati 63 abusi.

Tabella n. 50 – Le principali fonti sotto tutela

area sensibile comune superficie (m2) (*)
NELL'ATO 2 - LAZIO CENTRALE163
sorgenti Peschiera comune di Cittaducale (Rieti, Lazio) 187.289
sorgenti Le Capore comune di Frasso e Casaprota (Rieti, Lazio) 618.273
sorgente Acqua Marcia comuni di Agosta-Arsoli-Marano Equo (Roma) 818.457
sorgente Acquoria comune di Tivoli (Roma) 8.862
sorgenti Pantano Borghese Acqua Felice comune di Zagarolo (Roma) 392.123
sorgenti Simbrivio Comune di Vallepietra (Roma) 190.624
sorgenti e pozzi Ceraso (acquedotto Simbrivio) comune di Vallepietra (Roma) 9.072
sorgenti Pertuso comune di Trevi - Filettino (Lazio) 66.853
sorgenti Doganella comune di Rocca Priora (Roma) 137.873
sorgenti Acqua Vergine comune di Roma 220.566
pozzi Torre Angela comune di Roma 49.897
pozzi di Finocchio comune di Roma 32.197
pozzi Laurentina comune di Ardea 7.650
pozzi Pescarella comune di Ardea 2.472
lago di Bracciano comune di Roma 1.038
opera di presa sul fiume Tevere presso potabilizzatore di Grottarossa comune di Roma 1.769
opera di presa sul fiume Mignone presso traversa fluviale Lasco del Falegname comune di Canale Monterano 2.000
altri fonti di approvigionamento (sorgenti minori e altri campi pozzi) vari comuni nell'ATO 2 80.000
Nell'ato 5 - LAZIO MERIDIONALE
pozzi Posta Fibreno comune di Posta Fibreno (Frosinone) 20.000
pozzi Tufano comune di Anagni (Frosinone) 18.000
sorgente Capofiume comune di Collepardo (Frosinone) 10.000
sorgente Madonna di Canneto comune di Settefrati (Frosinone) 10.000
pozzi Forma d'Aquino comune di Castrocielo (Frosinone) 20.000
pozzi Carpello comune di Campoli Appennino (Frosinone) 15.000
pozzi Mola dei Frati comune di Frosinone 5.000
IN PROVINCIA DI BENEVENTO - ATO - CALOR IRPINO
18 pozzi comuni di Benevento, Telese Terme, Castelpagano, Vitulano, Melizzano, Sant'Agata de' Goti, Cautano 9.110
sorgente Ciesco Castelpoto 307
sorgente Faitillo e Orto dei Ciuffi San Giorgio La Molara 2.412
sorgente Gradola Tocco Caudio 707
sorgente Monticelli Castelpagano 358
sorgente Pietrafitta e Ruggiero Torrecuso 2.242
sorgente San Vito Frasso Telesino 249
sorgente Voneventa Molinara 516
NELL'AMBITO DISTRETTUALE SARNESE VESUVIANO
sorgente Vado comune di Bracigliano (Salerno) 1.338
sorgente Forma comune di Gragnano (Napoli) 322
sorgente Imbuto comune di Gragnano (Napoli) 187.159
sorgente S.M. Lavorate comune di Nocera Inferiore (Salerno) 5.971
sorgente e campo pozzi S.M. La Foce comune di Sarno (Salerno) 60.202
fonte Fontana grande comune di Castellammare di Stabia (Napoli) 330
complessi Murata, Pugliana, Casaliciello, Santa Lucia, Tartaglia comuni di Cercola, Ercolano, Pollena Trocchia, Roccarainola, San Giorgio a Cremano (Napoli) 15.473
complesso Monte Taccaro, Campo pozzi Angri comune di Angri (Salerno) 43.072
campo pozzi Suppezza, Gragnano, San Mauro Montalbino, Mercato Palazzo, Santa Lucia comune di Castellammare di Stabia, Gragnano, Nocera Inferiore, Sarno (Salerno) 46.610
pozzi Traiano, Stromboli-Vesuvio, Petraro comuni di Castel San Giorgio, Mercato San Severino, Nocera Superiore (Salerno) 7.203
21 pozzi della provincia di Salerno comuni di Bracigliano, Castel San Giorgio, Corbara, Fisciano, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Siano (Salerno) 10.657
4 pozzi della provincia di Napoli comuni di Castellammare di Stabia, Palma Campania, Roccarainola, San Giorgio a Cremano (Napoli) 1.529
NELLA CONFERENZA TERRITORIALE OTTIMALE 6 OMBRONE
Sorgente Galleria Alta - Galleria Bassa - Fonte Carolina comune di Santa Fiora (Grosseto) 37.046
Sorgente Ermicciolo comune di Castiglione d'Orcia (Siena) 3.885
Sorgente Arbure comune di Castel del Piano (Grosseto) 7.443
Sorgente Ente comune di Arcidosso (Grosseto) 327
Sorgente Burlana comune di Seggiano (Grosseto) 2.442
Campo pozzi Luco comune di Sovicille (Siena) 10.063

(*) i dati delle superfici sono stimati

150 La legge Costituzionale inoltre disciplina i modi e le forme di tutela degli animali e specifica che l’attività economica privata non può svolgersi in modo tale da recare danno alla salute e all’ambiente.
151 Per BAT (Best Available Techniques) si intendono le migliori soluzioni tecniche impiantistiche, gestionali e di controllo in grado di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente mentre per BEMPs (Best Environmental Management Practices) le migliori pratiche di gestione ambientale.
152 Le Aree Naturali Protette (EUAP) di derivazione nazionale consistono nelle aree riconosciute ufficialmente dallo Stato ai sensi della Legge quadro 394/91. La Rete Natura 2000, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat", è il principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione della biodiversità; è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC) che vengono poi designati Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE "Uccelli" concernente la conservazione degli uccelli selvatici. Le aree che compongono la rete Natura 2000 non sono riserve dove le attività umane sono escluse: le Direttive intendono garantire la protezione della natura tenendo anche "conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali".
153 Per la mappatura delle aree è stato utilizzato lo strumento QGIS, un'applicazione GIS open source che permette di visualizzare, organizzare, analizzare e rappresentare dati spaziali, è stata effettuata per ogni layer dei siti/impianti delle Società.
154 Le analisi si riferiscono alle consistenze delle infrastrutture delle principali Società del Gruppo al 2020 tuttavia, al 2022, non si rilevano significative variazioni.
155 Laddove SIC-ZSC e ZPS coincidono le aree sono state conteggiate una sola volta tra i SIC-ZSC.
156 Le categorie di rischio sono 11, da Estinto (EX, Extinct), applicata alle specie per le quali si ha la definitiva certezza che anche l'ultimo individuo sia deceduto, e Estinto in Ambiente Selvatico (EW, Extinct in the Wild), assegnata alle specie per le quali non esistono più popolazioni naturali ma solo individui in cattività, fino alla categoria Minor Preoccupazione (LC, Least Concern), adottata per le specie che non rischiano l'estinzione nel breve o medio termine. Tra le categorie di Estinzione e quella di Minor Preoccupazione si trovano le categorie di minaccia, che identificano specie che corrono un crescente rischio di estinzione nel breve o medio termine: Vulnerabile (VU, Vulnerable), In Pericolo (EN, Endangered) e In Pericolo Critico (CR, Critically Endangered).
157 La definizione dell’IFA si basa sulle informazioni fornite dalla Carta della Natura, un Sistema Informativo Territoriale definito dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che rappresenta lo strumento cartografico e valutativo per definire la distribuzione degli ecosistemi italiani in ambiente terrestre ed analizzare questi ultimi in funzione dello stato territoriale in cui si trovano, sintetizzando tra componenti fisiche, biotiche e antropiche.
158 Per l’elaborazione dell’IFA è stato dapprima calcolato il rapporto tra l’area di ogni habitat e quella dell’area protetta che lo contiene, definendo con un valore la porzione del sito protetto occupato da ciascun habitat; in seguito è stato moltiplicato il valore sopra risultante per la fragilità ambientale propria dell’habitat come definita dall’ISPRA; successivamente sono stati sommati tutti i valori di fragilità ambientale degli habitat presenti in ciascuna area protetta. Definito l’IFA per ciascun’area protetta intersecata, è stata fatta l’associazione tra questo e i singoli impianti del Gruppo a maggior impatto presenti nell’area protetta (ovvero gli impianti individuati come siti a potenziale impatto - da “basso-medio” ad “alto”). Infine, per individuare le zone “prioritarie” ad elevata biodiversità, è stato effettuato il prodotto tra l’IFA e l’area intersecata dagli impianti. Più alto è il valore dell’Indice più l’area è da considerarsi “prioritaria”.
159 Il dato è superiore a quanto inserito nel grafico n. 54, dove il valore è quello georeferenziato.
160 Le aree di tutela assoluta sono le aree immediatamente circostanti le captazioni o derivazioni, così come definite nel D. Lgs. n. 152/2006.
161 https://www.wri.org/aqueduct.
162 Acque i cui solidi disciolti totali sono ≤1.000 mg/l.
163 Rispetto alla precedente versione del documento, i valori delle aree di tutela assoluta sono stati rivisti a seguito del progressivo perfezionamento degli studi in corso per la delimitazione delle aree di salvaguardia.

 

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